sabato 3 dicembre 2011

Qui giace l'uomo che voleva distruggere Israele

Ricordate la grande esplosione vicino a Tehran di un paio di settimane fa? Le autorità iraniane avevano dichiarato che si trattava di un incidente, ma sembra sempre meno probabile. Pochi giorni fa c'è stata un'altra eplosione nelle vicinanze di Esfahan. Prima i media iraniani han cercato di tenere nascosta la notizia, poi hanno negato l'evidenza, alla fine hanno ammesso che c'è stato un incidente: lo stesso balletto della volta scorsa. Ma ora sappiamo chi è il responsabile.

Nel 2010 a Tehran Massoud Ali Mohammadi, uno scienziato nucleare che lavorava per il governo iraniano, è salito sulla sua auto, è uscito dal box di casa per andare al lavoro, quando il detonatore di una bomba controllata a distanza è stato fatto scattare. L'auto è saltata in aria. All'epoca c'era chi gridava che si trattasse del Mossad, altri dicevano che era stato il regime per prevenire che questo scienziato scappasse all'estero a rivelare segreti sui progetti di Ahmadinejad.

La scorsa estate, in una stradina del centro di Tehran, è stata trovata una macchina in mezzo alla strada con il vetro in frantumi. Dentro, accasciato sul sedile, stava il corpo di Daryoush Rezaei, un altro giovane scienziato che si occupava di tecnologie nucleari al servizio dello Stato iraniano. Si stava aprendo il solito dibattito: è stato il Mossad o il regime iraniano? Uno dei dirigenti militari israeliani ci ha tolto dall'impiccio. "Siamo stati noi" ha rivendicato orgoglioso. In un comunicato ha poi ritrattato la dichiarazione, che non è stata riportata sui giornali occidentali ma solo sui media israeliani, con grande gioia del governo israeliano che ha incassato il gradimento dell'opinione pubblica.

Ora il gioco si è ripetuto. Il governo israeliano ha voluto far intuire all'opinione pubblica israeliana di essere il responsabile dell'esplosione, senza sporcarsi con dichiarazioni troppo esplicite. Davanti alle domande della stampa, pubblici ufficiali hanno sconfessato le dichiarazioni del regime sull'esplosione di Esfahan "non si è trattato di un incidente".

Israele sta già attaccando l'Iran. La domanda è: la guerra aperta è una realtà ineluttabile?

Nel frattempo il Generale di Stato Maggiore Hassan Moqaddam, morto nell'esplosione del 12 novembre vicino a Tehran e capo del centro di Ricerca Industriale dell'esercito, è stato sepolto. Una delle sue ultime volontà, riportata per iscritto nel testamento, riguardava la scritta sulla propria lapide: "Qui giace un uomo che voleva distruggere Israele". Quanta ironia.

0 commenti:

Posta un commento