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sabato 18 giugno 2011

11esimo comandamento: non chiamare nei week-end

Con l'Iran bisogna entrare in sintonia, a cominciare dagli orari e dalle date. Non è solo una questione di fuso orario, che è un po' strampalato, visto che noi italiani dobbiamo spostare le lancette avanti di due ore e mezza. Ma anche di giorni lavorativi. Mentre noi in Italia chiudiamo la domenica, e se ce lo possiamo permettere pure il sabato, in Iran chiudono il venerdì, e se lo possono permettere pure il giovedì. La domanda che tutti si pongono quindi è: quando chiamare in ambasciate e consolati italiani e iraniani, pieni di personale italiano e iraniano? Nei giorni feriali di questi o di quelli? Pare che se lo siano chiesto anche loro, quelli di ambasciate e consolati, e che nell'incertezza abbiano deciso di fare festa sia il venerdì che la domenica. Ma visto che c'è di mezzo il sabato hanno incluso pure il sabato. E' bello vedere su quante cose gli italiani e gli iraniani possono andare d'accordo: una su tutte la passione per il lavoro statale.
Ma forse non ho diritto di lamentarmi: siamo stati noi milanesi ad introdurre in Italia il concetto di week-end, dappria per parlare di sabato e domenica, ma poi anche di giovedì e venerdì. Ora non è raro cominciare i festeggiamenti del fine settimana il mercoledì sera, chiedendosi "allora? cosa fai questo week-end?". Di sicuro una cosa che non potrò fare è tentare di ottenere il visto per andare a lavorare a Tehran.

mercoledì 8 giugno 2011

Contro l'omofobia, i bocconiani ci han messo la faccia


Bellissima la campagna "Mettici la faccia", promossa dall'Associazione BeSt, in Bocconi. Una giusta risposta a chi, di nascosto, ha strappato i manifesti contro l'omofobia e ha scritto frasi violente contro la comunità LGBT sui manifesti che sponsorizzavano un incontro sulla parità di genere. Nella foto due mie compagne di classe, Ludovica e Federica, che insieme a moltissimi altri studenti e professori hanno partecipato all'iniziativa.

martedì 7 giugno 2011

Minacce contro il tendone israeliano? Una bufala.

Su tutti i giornali i nostri politici intervengono condannando "le minacce" contro il padiglione israeliano che verrà allestito in piazza Duomo. Il bello è che queste minacce non si trovano da nessuna parte: l'allerta parte da un giornale online israeliano, Ynet, che si lamenta di come la Questura di Milano abbia avvertito gli organizzatori della possibile presenza di gruppi di antagonisti e della difficoltà a garantire la sicurezza in Piazza del Duomo (auspicando probabilmente uno spostamento, poi messo fuori discussione, in piazza Castello).
Il comitato "No all'occupazione israeliana di Milano" è nato come gruppo politico di pressione perché la manifestazione non si realizzi. Non ha mai fatto minacce. Al contrario ha organizzato una serie di eventi per far conoscere "il vero volto di Israele", con l'intento di fare controinformazione. Il tutto in maniera totalmente pacifica. Ecco il video di un ragazzo che parla di questo problema.

Perché gli organizzatori della settimana israeliana si sono messi a strillare di essere stati minacciati?

Riflettiamoci.

Israele sconfina a Milano: insediamenti in piazza Duomo

Nei prossimi giorni la piazza Duomo di Milano sarà occupata da un tendone di 900 metri quadrati che mostrerà al pubblico "l'altra faccia d'Israele". In sostanza Milano offre, per intercessione della Regione Lombardia (alias Formigoni), il proprio luogo più importante, per il mashup di uno Stato desideroso di far dimenticare al mondo quello che sta facendo in Palestina.

Vi invito a informarvi su quello che sta accadendo (è sufficiente wikipedia) e, se siete già convinti di quanto sia poco condivisibile che si accetti la legittimazione delle azioni di Israele tramite la concessione di Piazza del Duomo, firmate questa petizione: contro la kermesse di Israele a Milano. Siamo già in tanti.

Ecco un video informativo sui confini di Israele nel corso della storia. Non è un video di parte e, trattandosi di fatti storici, si presta a qualsiasi interpretazione.

riflettiamoci

domenica 31 maggio 2009

Alternativa Democratica vince in Bocconi!

Dopo otto anni Alternativa Democratica torna a riconquistare il posto al CdA in Bocconi. BLab, la lista di destra, manca l'obiettivo di conquistare qualcosa che sembrava dal trend nazionale essere ormai assicurato. In molti si chiedono come sia stata possibile questa vittoria. Il merito più grande va certamente alla qualità della rappresentanza: sotto la guida di Luca de Vecchi i trascorsi due anni sono stati all'insegna della serietà e della concretezza. Questo ha permesso che per queste elezioni si raggruppasse un gruppo altrettanto serio e concreto, che ha lavorato su un lungo programma in cui dimostra di sapere come migliorare questo ateneo (guardalo su alternativademocratica.info).

Blab è inciampata inoltre nelle sue stesse scorrettezze: durante la campagna elettorale sono molte le regole che non sono state rispettati dalla destra bocconiana, tant'è che più volte sono stati ufficialmente ripresi dall'ufficio elettorale. Questo indubbiamente ha contribuito ad uno spostamento di voti, principalmente verso Obiettivo Studenti (la lista di centro).

Faccio una postilla ad un'intervista su affaritaliani: la differenza tra Blab e Alternativa Democratica al CdA è stata di pochi punti percentuali (non del 10% come è lì dichiarato).
Leggi l'intervista

Di sicuro una guerra vinta passando anche per delle piccole sconfitte, come quella ai bienni, dove si eleggevano tre consiglieri e A.D. è riuscita a prenderne nemmeno uno (per 6 voti!) regalandolo a Blab, che è quindi il gruppo di maggioranza relativa nel parlamentino studentesco. Il modo migliore per festeggiare questa vittoria è guardarsi questo video, dove due bande di vichinghi si affrontano a suon di musica.

sabato 16 maggio 2009

Vittoria di Sinistra Universitaria!!! SìSìSììììììì!!!!

Ieri sera grande performance dei Vallanzaska in piazza Leonardo (proprio davanti alla foto di titolo di questo blog!). Qui sotto la loro ultima canzone! Andranno avanti tutto il week end i festeggiamenti per la vittoria di Sinistra Universitaria in Statale, non ci sono ancora i dati definitivi ma S.U. dovrebbe aver vinto in quasi tutte le facoltà. Un piccolo successo anche in Cattolica dove, nonostante abbia predominato C.L., la Formica Democratica è riuscita ad eleggere il suo primo consigliere di facoltà a Sociologia, con più voti di qualsiasi altro candidato!

martedì 12 maggio 2009

Elezioni in università!

Per Statale e Cattolica domani è giornata di Elezioni! E' importante che ciascuno studente approfitti dell'opportunità di votare. Come spesso avviene il maggior nemico della buona rappresentanza è l'astensionismo.

Ecco i candidati di Sinistra Universitaria (il gruppo che si presenta in Statale). Maggiori info le trovate su loro sito, www.sinistrauniversitaria.net. Sinistra Universitaria rimane il gruppo di rappresentanza di maggiore qualità. Controlla sul sito i programmi, le idee e le persone!


Ecco i candidati di Formica Democratica (il gruppo che si presenta in Cattolica):
SOCIOLOGIA
Giorgio Uberti
Eleonora Puglisi
SCIENZE POLITICHE
Alessandra Gatti
Teo Zanchetta
Andrea Riccardi
GIURISPRUDENZA
Saman Javadi
Lucio Muscolini
ECONOMIA
Luca Nuvoli
Paola Galassi
EDUCATT
Virginia Bagnoli (lista: i tre moschettieri)
In Cattolica si presentano anche altre liste, una più a sinistra, tante più a destra. E' il primo appuntamento elettorale per la Formica Democratica. Questo il blog del gruppo

venerdì 8 maggio 2009

Spingiamo la giovanile!

A sei mesi dall'inizio dei lavori dei Giovani Democratici di Milano il bilancio partecipativo è scarso: su 87 delegati provinciali, molti non si sono più fatti vivi dopo la prima riunione, altri hanno lasciato col passare dei mesi, fino ad arrivare all'ultima riunione in cui eravamo meno di trenta. I candidati del PD nei collegi per le provinciali hanno bisogno di giovani per la gestione della loro campagna, ma non ce ne sono abbastanza per tutti e molti rimangono a bocca asciutta, surclassati dai candidati di CL che girano con bande militarizzate di ragazzi che volantinano in massa. Dopo le elezioni dovremo interrogarci sui motivi di questo default.

I motivi della fuga dalla giovanile sono semplicemente questi: non si lavora seriamente a proposte politiche e culturali, ma si è più propensi a perdersi in bizantinismi, ovvero accordi politici per piazzare qualche amico qua e là o per farsi notare dal leader di turno, oppure in aperitivi o conferenze autoreferenziali. Per bloccare questa deriva in cui incorre la giovanile, alla prossima riunione proporrò con degli amici alcuni importanti ordini del giorno: chiederemo la stesura di un regolamento sul funzionamento dell'assemblea e uno sul funzionamento della segreteria, in modo da tutelare le minoranze e assicurare che le decisioni non vengano prese esclusivamente da chi detiene lo scettro del potere. Chiederemo la stesura di verbali perchè gli impegni presi rimangano scritti. Chiederemo maggiore chiarezza sui tesseramenti e sulla formazione di circoli giovanili, per dare nuovo impulso alla diffusione delle nostre idee sul territorio. E tante altre cose essenziali perchè la giovanile smetta di girare su se stessa e cominci a correre in una direzione precisa che, diciamolo, è ancora tutta da scegliere.