
Con l'Iran bisogna entrare in sintonia, a cominciare dagli orari e dalle date. Non è solo una questione di fuso orario, che è un po' strampalato, visto che noi italiani dobbiamo spostare le lancette avanti di due ore e mezza. Ma anche di giorni lavorativi. Mentre noi in Italia chiudiamo la domenica, e se ce lo possiamo permettere pure il sabato, in Iran chiudono il venerdì, e se lo possono permettere pure il giovedì. La domanda che tutti si pongono quindi è: quando chiamare in ambasciate e consolati italiani e iraniani, pieni di personale italiano e iraniano? Nei giorni feriali di questi o di quelli? Pare che se lo siano chiesto anche loro, quelli di ambasciate e consolati, e che nell'incertezza abbiano deciso di fare festa sia il venerdì che la domenica. Ma visto che c'è di mezzo il sabato hanno incluso pure il sabato. E' bello vedere su quante cose gli italiani e gli iraniani possono andare d'accordo: una su tutte la passione per il lavoro statale.
Ma forse non ho diritto di lamentarmi: siamo stati noi milanesi ad introdurre in Italia il concetto di week-end, dappria per parlare di sabato e domenica, ma poi anche di giovedì e venerdì. Ora non è raro cominciare i festeggiamenti del fine settimana il mercoledì sera, chiedendosi "allora? cosa fai questo week-end?". Di sicuro una cosa che non potrò fare è tentare di ottenere il visto per andare a lavorare a Tehran.
