Amartya Sen viene intervistato dal Times of India sul suo ultimo libro, "An idea of Justice". Ecco un estratto fondamentale da leggere:
A costo di forzarla a ridurre 496 pagine in poche frasi, che cos'è la giustizia? Che cosa dovrebbe rappresentare per noi?
La giustizia è una questione complessa ( non mi ha certo sorpreso il dover scrivere 496 pagine per parlarne ) ma la cosa più importante è comprendere che la giustizia ha a che fare col fatto che ognuno di noi venga trattato correttamente. Sebbene questa relazione sia stata ampiamente argomentata dal principale filosofo della politica dei nostri tempi, John Rawls, io considero che egli abbia omesso di sottolineare un paio di importanti connessioni. La prima, è il centrale riconoscimento del fatto che la formulazione di una teoria sulla giustizia debba essere profondamente relazionata con la valutazione sistematica di come ridurre l'ingiustizia nel mondo, piuttosto che essere incentrata solo su come potrebbe essere una ipotetica società perfettamente giusta. E' possibile infatti che non si trovi un accordo sulla forma che dovrebbe assumere la giustizia perfetta ( che sarebbe comunque in sè un obiettivo assai difficile da raggiungere, anche nel caso che la gente riuscisse a mettersi d'accordo su quanto debba essere considerato giusto e immacolato ) mentre potremmo nel frattempo trovare un ragionevole accordo sui molti casi eliminabili di ingiustizia manifesta, come la schiavitù, la sottomissione femminile, la fame e la deprivazione generalizzate, la non scolarizzazione dei bambini o la mancanza di una sanità accessibile per tutti.
Secondo, l'analisi della giustizia deve prestare attenzione alla vita che le persone sono effettivamente in grado di condurre, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla natura delle Istituzioni Giuste. In India, come ovunque, dobbiamo concentrarci sulla rimozione delle ingiustizie che possono essere identificate e sul come porvi rimedio.
(traduzione di www.guidaindia.it)
Nessun commento:
Posta un commento