Che triste destino quello del crocefisso. Tutti, anche chi non lo vuole nelle aule, gli è affezionato. Non può che stare soffrendo nel mezzo di questo litigio dove da una parte c'è chi non lo vuole, dall'altra chi lo vuole come "elemento d'arredo" o "simbolo della cultura europea". Non credo che Gesù sia morto in croce per fornire un soprammobile alle stanze dello stato, né tantomeno per diventare la bandiera culturale di una sola parte del mondo.
I difensori del crocefisso in classe ripetono che "è sempre stato lì e non fa male a nessuno" (posizione conservatrice) oppure che "ci sono tante altre cose di cui occuparsi che sono più importanti (allora perché perdere tempo a lottare contro le sentenze della Corte dei Diritti?).
Quella contro il crocefisso in classe in Italia è una battaglia persa, semplicemente perché nessuno qui ha ancora capito che in una democrazia liberale si devono difendere le minoranze, altrimenti si parla di mera dittatura della maggioranza.
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