martedì 12 gennaio 2010

Sull'intitolazione di una via a Craxi

Ecco come il Corriere ripercorre la vita di Craxi, in una scheda informativa collegata ad un articolo "è stato il primo socialista a ricoprire la carica di presidente del consiglio per due governi consecutivi, dopo l'inchiesta sui processi legati a tangentopoli, andò a vivere ad Hammamet. Muore in Tunisia il 19 gennaio 2000. Nel 1994 Craxi ha fatto diffondere un memoriale in cui sostiene di non avere all'esterò nè conti nè appartamenti, nè lingotti."

Titola la pagina "Mio padre si fidò di persone sbagliate, era un uomo solo e morì in povertà" (una citazione della figlia Stefania) e poi "sbagliò a non capire quanto fosse corrotto il suo partito".

Craxi ha rubato è stato condannato ed è scappato. Sono tre fatti storici che l'attuale dibattito non cerca di controbilanciare ma di CANCELLARE. E' qualcosa che suscita rabbia e dolore, perché viene offeso il senso stesso di libertà!

Come ha scritto Orwell su 1984 (cito a memoria) libertà consiste nel poter dire che due più due fanno quattro, se c'è questa ne discendono tutte. Ancora una citazione, di Filippo Turati, in un discorso parlamentare tenuto all'alba del ventennio fascista (scusate, ancora a memoria) "le libertà sono tutte solidali, non se ne offende senza offenderle tutte".

Ai revisionisti dico: createla questa via, se avete il coraggio. Il suo nome sarà sempre imbrattato di fango.

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