Ultimamente sembrava che il regime avesse dei problemi al proprio interno: le fazioni che lo compongono si scontravano apertamente con toni aspri. I riformisti, sconfitti alle ultime elezioni e marginalizzati dai posti di potere, accusati di essere nel libro paga delle forze angloamericane, hanno perpetuato la loro denuncia delle violazioni dei diritti umani, del tradimento della costituzione della Repubblica Islamica, dei rischi delle tensioni internazionali innescate dal governo. I principalisti, furiosi di essere stati esclusi dai luoghi di potere, in cui sono ormai confluiti solo i più vicini ad Ahmadinejad. E i conservatori, fedeli al presidente ma senza una solida maggioranza in parlamento.
Non c'era molto da fare: da un lato l'aumentare continuo delle tensioni avrebbe causato prima o poi qualche rottura nel sistema, della quale avrebbe senza dubbio approfittato il dormiente movimento verde, con conseguenze gravi visto l'attuale pressione internazionale; dall'altro si poteva trovare la strada di un patto politico, del quale Ahmadinejad sembrava sicuro di poter fare a meno. Ma sembra che il presidente sia una maestro nell'arte del tirare la corda: finora ha sempre dimostrato, contro ogni pronostico, di sapere quando è il momento di lasciare andare e di portare a casa il bottino. Forse è venuto il momento.
Ieri il Parlamento ha iniziato a lavorare su una nuova legge che attribuirà al Consiglio dei Guardiani, capeggiato dal religioso fondamentalista Jannati, la possibilità di decidere di espellere dal Parlamento i deputati. Non è ancora definita la legge, ma possiamo già immaginare che verrà attribuito a questo organo un immenso potere e che ne approfitterà da subito. Su chi? Sui riformisti, ovviamente. Quindi probabilmente stiamo per assistere ad una nuova alleanza tra fondamentalisti e principalisti.
Perché i principalisti accetteranno? Forse avranno in cambio qualche posto di potere, o forse porteranno a casa solo l'assicurazione di non essere repressi come accaduto in quest'ultimo anno ai politici riformisti. Il regime in Iran diventa ogni giorno più duro e non credo che a nessun parlamentare principalista convenga votare una legge che di fatto concede ai fondamentalisti un potere così grande su loro stessi. Abboccheranno all'amo lanciato dal governo?
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