Finito il gelato e bevuto un po' di the, alcune ragazze sedute al mio tavolo volevano fumare, ma appena accesa la sigaretta ecco avvicinarsi la cameriera. "Mi spiace -dice affranta - dobbiamo chiedervi di non fumare". Due mesi fa, pochi giorni prima che arrivassi, è entrata in vigore una nuova legge che proibisce alle donne di fumare in pubblico. "Ma qui ci avete sempre lasciato fumare!" replica una mia amica. "Da due giorni non possiamo più, la polizia è venuta a fare un controllo e ha detto che la prossima volta che passano e vedono donne fumare ci fanno chiudere". Decidiamo di scherzarci sopra. E va beh, che sarà mai rinunciare ad una sigaretta, un po' di salute in più, no? Oggi però è ritornata sulle prime pagine la proposta di dividere le classi universitarie: i maschi da una parte e le femmine dall'altra. Parallelamente c'è un'altra proposta per dividere maschi e femmine già a partire dall'asilo. Ci si muoverebbe verso una segregazione totale di tutto il percorso di studi. Molti ragazzi che conosco soffrono per queste limitazioni della libertà tra i rapporti col sesso opposto. Anche tra i sostenitori di Ahmadinejad.
"San Francisco has only one drawback - ’tis hard to leave." (Rudyard Kipling)
lunedì 12 settembre 2011
Cafè Mahtab
Su una terrazza all'aperto affacciata su un viale alberato, decine di ragazzi prendevano il gelato seduti su tavolini del Cafe Mahtab. Il locale è adiacente al Museo Imam Ali e dispone ogni settimana di una mostra gratuita al proprio interno. Mi sono stupito, non sembra quasi di essere a Tehran. Posti dove si respira un'atmosfera così liberale e rilassata di solito, come ho scritto, sono più nascosti. Ma ad essere così esposti ci sono anche dei problemi.
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