mercoledì 1 maggio 2013

Dove succedono le cose

Nella baia di San Francisco la tentazione di lavorare in una start-up prende chiunque. Non è affatto difficile capire perché: nella tua giornata, o sei compresso in un autobus tra orde di gente con lo sguardo fisso sul proprio smartphone, oppure stai sorseggiando un cappuccino in una caffetteria ecologica. Alla sera, invece, ogni festa ha il suo nerd di successo.

Qui la chiamano G-bomb: stai chiacchierando con un ragazzo normalissimo, ed improvvisamente esce che lavora da Google. E partono le domande: "hai provato la macchina senza guidatore? quando entreranno in commercio i nuovi occhiali? è vero che avete un'onda artificiale su cui surfare in ufficio?". Gli eccezionali benefits garantiti dalle start-up e dalle aziende di successo del settore tech hanno attratto talenti da tutto il mondo e, sebbene abbiano molti fan, hanno fatto nascere anche una sotto cultura che tende ad arricciare il naso quando passano. 
Ogni tanto si può sentire qualcuno spingersi addirittura a parlare di nerd-apocalypse: si tratta di chi è venuto in questa città perché attratto dal suo lato artistico e sociale, magari perché amava l'idea di vivere in una delle città più "green" degli Stati Uniti, e che ora quando si guarda intorno vede troppi grandi grattacieli e troppa tecnologia per i propri gusti.

All'università di San Francisco hanno presentato un nuovo prodotto: lo psicoterapeuta virtuale. Potremo presto metterci a conversare con una persona virtuale in uno schermo, che oltre ad ascoltarci potrà vederci e saprà riconoscere le nostre espressioni facciali, intuendo dalle nostre pause e dal tono della nostra voce le nostre emozioni. Questo progetto è stato studiato apposta per dare un aiuto concreto ai veterani di guerra, che spesso negano di soffrire di shock post traumatico per paura dello stigma sociale che questo ancora ha. 
Grazie alla stessa tecnologia, è stato creato il paziente virtuale, per addestrare gli psicoterapeuti alla psicoterapia. Insomma, il panorama è vasto e tavolta anche contraddittorio: chi cureranno gli psicoterapeuti così allenati, se i pazienti preferiranno lo psicoterapeuta virtuale? Bah. Di certo è tutto entusiasmante. Capisco perché c'è gente che, per descrivere questa città, dice che E' QUI CHE LE COSE SUCCEDONO. 


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