venerdì 17 luglio 2009

Il sit-in di solidarietà ai democratici iraniani: rinnoviamo l'impegno mentre la situazione a Teheran precipita

We are the young
We are the many
We will be heard
Take back your vote!
Per dare sostegno a chi
in questi giorni
sta lottando in Iran
per chiedere maggiori diritti
e libertà,
contro un regime
oppressivo e invadente.

Questa sera in piazza Duomo a manifestare eravam una trentina di democratici. Abbiamo distribuito centinaia di volantini con la scritta riportata qui sopra. Dopo aver volantinato abbiamo raggiunto il gruppo degli studenti iraniani che stava manifestando in piazza, tutti con le facce coperte, perchè se il regime li riconoscesse dalle foto, rischiano di pagarla i loro familiari. C'era un bel sole e il verde delle fascettine che tenevamo ai polsi era lì che splendeva mentre alzavamo il pugno con le dita a V. Tra gli altri c'erano Canetta, Zunino, Del Ciello, Cazzulani, Garbuglia, Samori, più altri ragazzi che si sono avvicinati al PD in quest'occasione per la prima volta e alcuni studenti del circolo interuniversitario (se ho dimenticato qualcuno scrivete...). Dopo un'oretta passata insieme con le bandiere a gridare slogan in iraniano, abbiamo deciso di terminare la manifestazione, ma nessuno aveva voglia di tornare a casa. Allora ci siamo seduti per terra a chiacchierare e a capire come andassero le cose in Iran. I ragazzi iraniani, tutti studenti da qualche anno qui a Milano (chi in Bovisa, chi all'accademia del fumetto...), venivano da una settimana faticosa: per loro era il settimo giorno di manifestazioni, la tensione era ancora alta ma, nonostante questo "ragazzi, è sabato sera, tutti a fare un aperitivo all'arco della Pace!".
Tra un martini e un bellini, eravamo finiti a parlare della passione per il calcio che caratterizza gli italiani, ma poi ha cominciato a piovere e con la pioggia han cominciato a squillare i cellulari dei nostri coetanei iraniani. Così scopriamo che in Iran da qualche ora è entrata in vigore la legge marziale e che perciò non si può più andare in giro in gruppi. Inoltre le milizie personali di Ahmadinejad hanno il potere di sparare a chiunque vesta qualsiasi cosa sia verde. Hanno cominciato subito. I morti sono decine e quel che è peggio è che, vista l'espulsione dei giornalisti stranieri, documentarli è impossibile, così i nostri giornali ancora ci dicono che sono molto meno. Le persone scomparse sono ancora di più. Internet è quasi censurato, le mail funzionano a singhiozzo, facebook è censurato, anche twitter inizia a fare stranamente fatica. Una ragazza al tavolo con me era in lacrime era al telefono con suo fratello: hanno ucciso tre suoi amici e la sorella di sua moglie è scomparsa. Mille storie così, mentre noi pensiamo ai "sisinono" di un referendum che non raggiungerà il quorum.
Il mio invito a tutti è che ciascuno di noi si impegni in prima persona: solo mobilitando l'opinione pubblica internazionale i democratici in Iran possono sperare in un futuro diverso. Quindi vi chiedo di far sapere ai vostri amici, chiacchierando normalmente e attraverso i social networks, ciò che sta avvenendo. Se qualcuno ha contatti con qualsiasi organo d'informazione, per quanto piccolo, cerchi di fare in modo che la notizia passi. In queste ore stiamo facendo il possibile. Contattatemi per qualsiasi info.
Ricordo per i commenti di scrivere o sul forum o alla mail gdmilanoblabla@googlegroups.com

Nessun commento:

Posta un commento