Lettera agli iscritti del Circolo Interuniversitario
Cari amici e compagni di circolo,
l'università italiana è da tempo in un periodo di crisi che non accenna a terminare. Le continue riforme ne hanno minato l'autonomia e l'indipendenza e i tagli hanno limitato la qualità dell'offerta didattica. In mezzo a tutto questo il potere politico esercitato dagli studenti sulle scelte di governo riguardanti i nostri atenei si é mostrato debole ed inefficace.La bomba che è stata messa nei corridoi di un'università è simbolo delle contraddizioni di questi anni che viviamo. Siamo una generazione senza voce prima di tutto perché disorientata: non sapendo contro cosa dobbiamo lottare, ce la prendiamo tra di noi o talvolta con quei professori che sono al nostro fianco nella lotta contro un sistema ingiusto. Ma l'estremismo politico non è che un problema marginale; il più grande nemico del cambiamento rimane il conformismo, "carceriere delle libertà e nemico dello sviluppo" (Kennedy), che spinge i nostri coetanei a guardare le generazioni che ci hanno preceduto e a farsi individualisti e cinici, nell'attesa che venga anche per loro il momento di vivere a spese degli altri. C'é poi chi non si rassegna allo schema vigente e progetta di emigrare, come molti prima di lui. E tra egoismo ed indifferenza affogano i sogni di chi spera. Nel corso della storia, ogni cambiamento che sia andato nella direzione di maggiori libertá è passato dalle università. Penso al ruolo fondamentale giocato dall'impegno degli studenti ad esempio nel corso della Resistenza italiana (nei sotterranei del Politecnico era nascosta l'unica radio clandestina di tutta la regione) o ad esempio dall'indomito coraggio che oggi dimostrano gli studenti iraniani davanti ai fucili del regime (penso ancora al ruolo del Politecnico di Tehran, i cui studenti hanno l'unico sito affidabile di informazione su quanto avviene in città), ma - soprattutto - mi riferisco al ruolo delle università come luogo di informazione, di studi e di progetti di riforme. Per questo dobbiamo continuare a lavorare con impegno per esortare gli studenti all'azione politica, per sconfiggere l'individualismo e il cinismo, per far vincere nei cuori degli universitari la speranza in un'Italia migliore. A 26 anni Gramsci scriveva "L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera... L'indifferenza è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza."
Il Circolo in questi due primi anni di vita è stato un importante collettore di esperienze, creatore di network, punto di riferimento e di confronto per le rappresentanze universitarie. Grazie a noi sono stati realizzati numerosi progetti: il WelcomeToMi, che ha dato la possibilità a decine di studenti da tutta Europa di poter venire a Milano in occasione del Salone del Mobile, fornendo loro un comodo letto gratuitamente. Anche grazie alle energie del Circolo, il Partito Democratico è riuscito a stare a fianco degli studenti iraniani, che hanno ricevuto da noi sostegno materiale e politico, sia nelle manifestazioni di piazza che nel progetto di intitolazione di una via agli studenti uccisi per le strade di Tehran. Il nostro sondaggio sugli affitti agli studenti ha dimostrato l'infondatezza delle teorie di chi vuole costruire studentati con stanzette a 800 euro al mese. Abbiamo collaborato nell'organizzazione di importanti momenti di confronto sia cittadini, con i consiglieri comunali, che regionali, con le rappresentanze delle universitá della Lombardia. Il Circolo poi ha dato vita ad un importante progetto, quello della costituzione di un Coordinamento degli Studenti Universitari apartitico, nel quale sedessero tutte le rappresentanze di sinistra, realizzato con successo. Recentemente inoltre abbiamo spinto un progetto per mettere pannelli solari su tutti i tetti di Milano, il progetto Emesa. Sta andando avanti il "progetto Board", che mira all'istituzione di un gruppo di scienziati democratici che sappia consigliare i nostri politici su questioni che implicano conoscenze approfondite, promosso dal Circolo insieme al prof. Bignami attraverso due serate rivolte al mondo della ricerca, di cui siamo stati promotori. In questo momento stiamo anche organizzando con il circolo Tombon una conferenza originale in cui insceneremo un interessante "processo all'universitá". Lasciando poi per ultima la nostra più grande soddisfazione: vedere la sinistra vincere in tutte le università milanesi nella tornata elettorale di maggio: in Statale, in Bocconi e, con il primo consigliere democratico, in Cattolica.
Come ho giá annunciato a giugno, intendo passare la staffetta ad un nuovo coordinatore di circolo. Chiedo a tutti gli iscritti di riflettere sull'eventualitá di candidarsi a membri del coordinamento o a portavoce e di venire la sera di martedí 12 gennaio per riflettere insieme sui progetti futuri, eleggere i coordinatori e votare lo statuto. Sará il primo importante passo per portare gli universitari democratici verso un nuovo anno che si preannuncia carico di sfide.
Guido Zichichiportavoce del Circolo Interuniversitario del PD di Milano3 gennaio 2009
Lettera agli iscritti del Circolo Interuniversitario
Cari amici e compagni di circolo,
l'università italiana è da tempo in un periodo di crisi che non accenna a terminare. Le continue riforme ne hanno minato l'autonomia e l'indipendenza e i tagli hanno limitato la qualità dell'offerta didattica. In mezzo a tutto questo il potere politico esercitato dagli studenti sulle scelte di governo riguardanti i nostri atenei si é mostrato debole ed inefficace.
La bomba che è stata messa nei corridoi di un'università è simbolo delle contraddizioni di questi anni che viviamo. Siamo una generazione senza voce prima di tutto perché disorientata: non sapendo contro cosa dobbiamo lottare, ce la prendiamo tra di noi o talvolta con quei professori che sono al nostro fianco nella lotta contro un sistema ingiusto. Ma l'estremismo politico non è che un problema marginale; il più grande nemico del cambiamento rimane il conformismo, "carceriere delle libertà e nemico dello sviluppo" (Kennedy), che spinge i nostri coetanei a guardare le generazioni che ci hanno preceduto e a farsi individualisti e cinici, nell'attesa che venga anche per loro il momento di vivere a spese degli altri. C'é poi chi non si rassegna allo schema vigente e progetta di emigrare, come molti prima di lui. E tra egoismo ed indifferenza affogano i sogni di chi spera.
Nel corso della storia, ogni cambiamento che sia andato nella direzione di maggiori libertá è passato dalle università. Penso al ruolo fondamentale giocato dall'impegno degli studenti ad esempio nel corso della Resistenza italiana (nei sotterranei del Politecnico era nascosta l'unica radio clandestina di tutta la regione) o ad esempio dall'indomito coraggio che oggi dimostrano gli studenti iraniani davanti ai fucili del regime (penso ancora al ruolo del Politecnico di Tehran, i cui studenti hanno l'unico sito affidabile di informazione su quanto avviene in città), ma - soprattutto - mi riferisco al ruolo delle università come luogo di informazione, di studi e di progetti di riforme. Per questo dobbiamo continuare a lavorare con impegno per esortare gli studenti all'azione politica, per sconfiggere l'individualismo e il cinismo, per far vincere nei cuori degli universitari la speranza in un'Italia migliore. A 26 anni Gramsci scriveva "L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera... L'indifferenza è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza."
Il Circolo in questi due primi anni di vita è stato un importante collettore di esperienze, creatore di network, punto di riferimento e di confronto per le rappresentanze universitarie. Grazie a noi sono stati realizzati numerosi progetti: il WelcomeToMi, che ha dato la possibilità a decine di studenti da tutta Europa di poter venire a Milano in occasione del Salone del Mobile, fornendo loro un comodo letto gratuitamente. Anche grazie alle energie del Circolo, il Partito Democratico è riuscito a stare a fianco degli studenti iraniani, che hanno ricevuto da noi sostegno materiale e politico, sia nelle manifestazioni di piazza che nel progetto di intitolazione di una via agli studenti uccisi per le strade di Tehran. Il nostro sondaggio sugli affitti agli studenti ha dimostrato l'infondatezza delle teorie di chi vuole costruire studentati con stanzette a 800 euro al mese. Abbiamo collaborato nell'organizzazione di importanti momenti di confronto sia cittadini, con i consiglieri comunali, che regionali, con le rappresentanze delle universitá della Lombardia. Il Circolo poi ha dato vita ad un importante progetto, quello della costituzione di un Coordinamento degli Studenti Universitari apartitico, nel quale sedessero tutte le rappresentanze di sinistra, realizzato con successo. Recentemente inoltre abbiamo spinto un progetto per mettere pannelli solari su tutti i tetti di Milano, il progetto Emesa. Sta andando avanti il "progetto Board", che mira all'istituzione di un gruppo di scienziati democratici che sappia consigliare i nostri politici su questioni che implicano conoscenze approfondite, promosso dal Circolo insieme al prof. Bignami attraverso due serate rivolte al mondo della ricerca, di cui siamo stati promotori. In questo momento stiamo anche organizzando con il circolo Tombon una conferenza originale in cui insceneremo un interessante "processo all'universitá". Lasciando poi per ultima la nostra più grande soddisfazione: vedere la sinistra vincere in tutte le università milanesi nella tornata elettorale di maggio: in Statale, in Bocconi e, con il primo consigliere democratico, in Cattolica.
Come ho giá annunciato a giugno, intendo passare la staffetta ad un nuovo coordinatore di circolo. Chiedo a tutti gli iscritti di riflettere sull'eventualitá di candidarsi a membri del coordinamento o a portavoce e di venire la sera di martedí 12 gennaio per riflettere insieme sui progetti futuri, eleggere i coordinatori e votare lo statuto. Sará il primo importante passo per portare gli universitari democratici verso un nuovo anno che si preannuncia carico di sfide.
Guido Zichichi
portavoce del Circolo Interuniversitario del PD di Milano
3 gennaio 2009
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