Che bello, il Ramezan volge al termine! Ancora pochi giorni e la città ritornerà ad una vita più sana. In queste ultime settimane in molti hanno osservato il digiuno (ruzè), che consiste nel divieto di mangiare e bere dalle cinque di mattina alle otto di sera. Per riuscire a seguire i precetti islamici la cosa migliore è cambiare radicalmente orari, cercando di dormire di giorno e stare svegli di notte.
E così molti negozi, specie quelli alimentari, aprono alle sette di sera, e vendono zuppe, carne, frutta e qualsiasi bendiddio fino a mattina.
Anche le piscine cambiano orari. L'orario per i maschi inizia dalle 11 di sera, così ieri sera con alcuni amici abbiamo fatto le ore piccole in vasca. Prima di entrare abbiamo fumato il narghilè (che qui si chiama gheliùn), bevuto il thè (chaì), mangiato kebab (kaabaab). Dopodichè finalmente eravamo pronti per l'ingresso.
(Di certo abbiamo qualcosa da imparare da come sono gestite le piscine qua: con soli tre euro ti vengono fornite ciabatte e asciugamano, sapone e acqua calda, sauna e bagno turco, vasca calda e vasca fredda, tutto a corredo di una piscina da 25 metri guardata da tre bagnini.)
Avevo solo voglia di nuotare un po', ma i miei quattro amici non erano della stessa idea: "Andiamo nella sauna, dai dai!" e così ci siamo tutti infilati in questa sauna caldissima, pervasa da estratto di eucalipto, che bruciava sia le narici che gli occhi. Ma Amir-Reza reputava non fosse abbastanza: è entrato in sauna con una piccola tanica piena di estratto di eucalipto e, senza dire nulla, l'ha svuotata sulle pietre calde. Sguardi allibiti si sono rivolti a lui. Dopo pochi secondi il bruciore agli occhi era diventato così forte che sono dovuto correre fuori, seguito a ruota da tutti gli altri "koskholi!" (intraducibile...) gli urlavano. Poco dopo Amid-Reza è stato punito dalla sorte: mentre faceva a gara con un altro, dopo la virata gli si è completamente sfilato il costume, e - tra le risate dei bambini - è diventato rosso per l'imbarazzo.
Dopo la nuotata abbiamo bevuto birra iraniana (qualcosa che assomiglia ad un bacardi breezer molto dolce e senza alcol) e fumato ancora un narghilè giocando a scacchi. Io sono andato a letto alle due perchè stamattina dovevo lavorare, ma alcuni di loro, nonostante avessero da aprire il negozio alle cinque o alle sei, hanno preferito non dormire, continuando a giocare a scacchi finché non è stato il momento di andarsene.
Nessun commento:
Posta un commento