lunedì 29 agosto 2011

Autunno: e gli afghani raccolgono le foglie

Qui nel frattempo e' arrivato l'autunno. Siamo passati nel giro di 24 ore da 40 a 20 gradi e piove a dirotto da ore. I canali che attraversano le strade di Tehran sono strapieni e presto strariperanno. E' prevista neve sulle cime delle montagne.
Il commento di una mia collega in ufficio e' lapidario: "Ma cosa credono gli israeliani, di bloccare il paese con un paio di bombe? Qui basta un po' di pioggia, caro mio! Guarda le strade: totalmente bloccate. E stamattina e' mancata per ore la corrente elettrica in interi quartieri." Il problema del traffico e' grave, per questo il comune di Tehran ha imposto per legge la costruzione di piattaforme per elicotteri sui grattacieli, che a Tehran sono moltissimi.
La pioggia di certo non ferma i lavoratori afghani. Anche oggi continuano come ogni giorno a lavorare nei cantieri, a rompere muri con grossi martelli, a scavare buche con piccole pale, a spingere pesanti carrelli. Di certo la guerra in Afghanistan e' stata una benedizione per gli imprenditori che cercavano forza lavoro a basso costo.

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