mercoledì 14 settembre 2011

Sesso si', ma quando diciamo noi.

Un articolo del Corriere titola: "Teheran, arrivano lezioni di sesso in Dvd". Azadeh Moaveni, una giornalista iraniana che ora vive negli Stati Uniti, ha raccontanto che sei anni fa, dopo l'ufficializzazione del suo fidanzamento, il governo aveva fatto seguire a lei ed al suo futuro marito a seguire dei corsi sul sesso. Nel corso femminile spiegavano l'importanza delle protezioni, ma non solo: "Ricordate a vostro marito che anche voi dovete provare piacere durante l'atto sessuale. Gli uomini a volte non sanno come far star bene una donna, quindi non abbiate timore di parlare con lui e di spiegare cosa deve fare". La stessa Moaveni, nonostante fosse iraniana, non si aspettava certo discorsi simili. Se da un lato c'e' apertura sulle questioni sessuali post matrimoniali, dall'altro non si puo' evitare di giudicare ipocrita la scelta di censurare le ricerche (effettuate su google, o bing...) contenenti la parola "sesso", in tutte le lingue. 

Qui il governo sa perfettamente quale importanza abbia la diffusione delle protezioni sessuali, che sono disponibili ovunque a basso prezzo. Pero' la religione di stato impedisce di frequentare una ragazza con la quale non si sia fidanzati o sposati. Per quanto a Tehran accada molto piu' raramente che in altre parti del paese, i militari possono avvicinarsi a qualsiasi coppia e arrestare entrambi se non sono legati da un rapporto di parentela, o sposati. 

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