mercoledì 30 novembre 2011

La verità dietro l'assalto all'Ambasciata Britannica

I Media di Stato iraniani hanno usato la parola "studenti" per definire questi sotto specie di hooligans che hanno assaltato l'ambasciata inglese ieri. Sinceramente, quando ho visto le foto, non ho potuto evitare di ridere (nello stupore dei miei colleghi in ufficio). In occasione delle elezioni del 2009, quando i veri studenti erano nelle piazze, questi venivano definiti con i peggiori epiteti. Ora invece le stesse persone che hanno contribuito alla repressione del movimento studentesco iraniano vengono definiti studenti, nonostante le foto parlino chiaro sulla loro età anagrafica. I media di regime si comportano sempre così. A volte palesemente, come in Iran, a volte in maniera più sottile, come nel caso del Tg1.

Ciò che mi ha lasciato da subito perplesso (come spesso succede in questi casi) è l'entusiasmo e la velocità con cui i media di casa nostra si sono gettati sulla notizia riportando pari pari quanto veniva dai comunicati dei media iraniani, senza usare nemmeno il buon senso di interpretare le fotografie e i filmati, che parlavano da soli.

Ma da quando i nostri media fanno così tanto affidamento al canale di Ahmadinejad, Raja News? C'è qualcosa che non va qui: procede la solita strategia di demonizzazione degli iraniani, e realizzarlo toglie dalla mia faccia il sorriso ironico del primo momento e lascia il posto a lacrime amare, perché gli studenti iraniani hanno meritato col sangue il diritto di essere riconosciuti per quello che sono: una forza riformatrice e pacifica all'interno del paese. Tutti noi che abbbiamo a che fare con l'Iran non possiamo evitare di conoscere studenti o ex studenti che sono stati perseguitati, arrestati, torturati, talvolta uccisi, nel corso degli ultimi anni (compresi gli ultimi mesi). Riconoscere che chi assalta le ambasciate degli altri paesi non è studente, ma dei basij, glie lo dobbiamo.

Ora, provando ad interpretare le immagini che sono arrivate dalla stampa mi sento di trarre con relativa certezza queste conclusioni:
  1. i manifestanti erano basij, membri del corpo paramilitare iraniano, non studenti
  2. sono penetrati dentro l'ambasciata non perché trascinati dalla foga del momento, ma per un attacco premeditato
  3. la polizia è stata connivente (si vede chiaramente nelle foto che non interviene - come al solito quando i basij organizzano le loro manifestazioni)
Questo rende tutto infinitamente più grave agli occhi dei nostri diplomatici, che sono ben consapevoli di questa differenza (ma si guardano bene dal comunicarla a noi, che dobbiamo pensare che tutti gli iraniani sono cattivi e che meritano di morire sotto le bombe israeliane in arrivo forse a Natale).
Per concludere dobbiamo farci una domanda determinante: perché il regime iraniano ha deciso improvvisamente di deteriorare i propri rapporti con l'Occidente? La mia risposta: perché conviene al governo in carica! Con l'escalation di tensione è più probabile per Ahmadinejad spuntarla alle prossime elezioni. Inoltre il governo ha bisogno di spostare l'attenzione dei propri oppositori interni dalle falle nel proprio sistema di sicurezza (vedi le esplosioni che in questi giorni stanno colpendo strutture militari e nucleari).

Di certo questo assalto non è stato un buon affare per chi vuole togliere il potere al presidente (i conservatori principalisti il cui riferimento oggi è lo stesso Leader Supremo Khamenei), men che meno per la popolazione iraniana, che vede sempre più vicino il giorno in cui vedrà bombe israeliane piovere dal cielo. Ahmadinejad vuole tenere il potere, anche se questo significa regnare sopra un cumulo di macerie. Israele può essere soddisfatto: il suo peggior nemico è anche il suo miglior alleato. Che fortuna.

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