Per dieci giorni in Iran ci sono state manifestazioni per protestare contro il grande imbroglio, contro questo colpo di stato camuffato da elezione democratica. All'inizio i manifestanti erano milioni. Ma poi sono arrivati i lacrimogeni, le pallottole di plastica e infine le pallottole vere. Le piazze nelle quali manifestavano si sono ricoperte di sangue; gli amici con cui scendevano in strada sono stati arrestati, feriti, alcuni sono morti, altri sono in coma. Così oggi in piazza a Teherano ci sono solo poche migliaia di dimostranti e rischiano di essere sempre meno. La paura li chiude in casa.
Uno spettacolo artistico è stato organizzato ieri sera in piazza Duomo dagli studenti iraniani di Milano: venti di loro erano vestiti di nero con un punto di domanda sulla schiena in segno di lutto per tutti gli amici morti, quelli documentati dalla stampa internazionale e quelli non documentati. Infatti non solo il regime diffonde cifre più basse rispetto al numero reale delle vittime, ma in questi giorni chi muore in piazza spesso veniva portato direttamente a casa perchè si evitasse di pagare la tassa sul ritiro del corpo (circa 2000 euro) e perchè la propria famiglia non venisse schedata come "ribelle". Per questo le facce dei nostri amici iraniani erano dipinte di bianco con una croce nera sulla bocca ("il regime vuole farci tacere per sempre") mentre lacrime di sangue erano dipinte sulle guance. Palloncini verdi, con appese le foto dei morti di questi giorni, sono stati fatti volare sopra le guglie del Duomo. Poi sono stati proiettati i video e le immagini degli scontri. Centinaia di persone, sia iraniani che italiani, nonostante la pioggia, si sono fermati a vedere questo documentario e ad assistere ai canti.
In duomo c'erano tanti militanti e portavoce di circolo, che non si sono accontentati di assistere alla manifestazione, ma hanno voluto conoscere gli iraniani di persona e fornire il loro supporto per l'organizzazione di nuovi eventi. Il Partito Democratico inoltre è stato co-organizzatore della serata di ieri: il circolo interuniversitario ha fornito un enorme schermo di due metri per tre, i giovani democratici hanno fornito il generatore di energia per il proiettore, i microfoni e la musica.
Ma questi ragazzi hanno paura: iservizi segreti di Teheran sono molto forti e sanno chi sono. Non potranno più tornare a casa con questo regime, ma soprattutto temono per i propri familiari. Per questo hanno bisogno di più supporto e il Partito Democratico, che porta con sè il bagaglio storico e culturale della Resistenza Italiana, è il gruppo politico che per primo qui in Italia deve impegnarsi per aiutarli.
Prossimi appuntamenti:
- la manifestazione di oggi pomeriggio è rimandata per motivi tecnici
- ci sarà una manifestazione probabilmente martedì di cui avrete presto i particolari
- un grande evento sta venendo organizzato per giovedì pomeriggio alle 17e30 in centro (tenetevi liberi!)
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